lunedì, maggio 04, 2009

Scuola Carpi, intervento dell'assessore Filippi





Maria Cleofe Filippi, assessore alle politiche scolastiche, ai servizi demografici e CED Comune di Carpi

A vedere lo spazio e l’enfasi che in questi giorni la stampa dà, ad alcune “boutade” da campagna elettorale, non può non prendermi lo sconforto, in primo luogo come cittadino e ancor più come “insegnante prestato alla politica” quale mi ritengo. Mi riferisco a chi dichiara che rinuncerà a metà del proprio stipendio quando e se verrà eletto sindaco.
Io ho sempre considerato la politica una “cosa” seria, un impegno di grande dignità, utile e fondamentale per la società. È faticosa perché non è fatta solo di bei discorsi e parate pubbliche, ma di presenza onesta, costante e totalizzante nella pesante responsabilità quotidiana della coerenza e fondatezza di decisioni che condizioneranno la vita di molti. Per questo motivo ho anche sempre ritenuto fondamentale, che potesse essere scelto ad amministrare chi era in grado di portare diverse competenze ed esperienze acquisite in variegati settori della società.
È determinante per la stessa democrazia, che tutti i cittadini abbiano accesso a ruoli politici decisionali e che si possano dedicare – almeno per un periodo della vita – alla politica a tempo pieno. Per questa ragione chi accetta l’impegno di far politica come amministratore è giusto che venga retribuito in modo dignitoso, proporzionato all’impegno e che gli consenta di vivere del proprio lavoro con dignità. (A tal proposito è bene che chi legge sappia che l’indennità da assessore è inferiore al compenso che ha un insegnate di scuola media di primo grado e quella del sindaco è inferiore al compenso di un preside).
La proposta di ridurre metà stipendio a un amministratore locale è ingiusta, immorale e offensiva.
Offensiva, perché cavalca l’onda populista/brunettiana insinuando e confermando sul piano comunicativo l’idea che i politici, anzi gli amministratori, non si guadagnino lo stipendio.
Ingiusta, perché propone un sistema che consentirebbe di far l’amministratore solo a chi è ricco di famiglia e vive di rendita, o vive di pensione (ma allora si escludono i giovani e i lavoratori), o chi ha interessi di parte da tutelare magari con la prospettiva di arrotondare con qualche tangente.
Immorale, perché oltre a lasciar intendere la menzogna degli stipendi da favola, sminuisce il valore della funzione togliendole dignità e prestigio. Pensare a un sistema in cui si possa far politica solo gratis e a tempo perso significa considerare la politica una perdita di tempo.
È un processo che da insegnante conosco molto bene, perché è stato applicato in modo sistematico per anni alla considerazione sociale della professione insegnante e continua tuttora; col risultato che abbiamo non solo fatto perdere prestigio sociale a una professione, rendendola meno ambita e meno autorevole, ma abbiamo fatto cadere l’attenzione e la cura nei confronti “dell’istituzione scuola”, tant’è che può essere distrutta senza che nessuno se ne curi.
Considerare l’amministrazione politica un costo da eliminare non mi pare un buon biglietto di presentazione per chi si candida ad amministrare, se è uno spreco eliminiamola totalmente. Ma se pensiamo che amministrare una città sia veramente un servizio e un ruolo strategico che può decidere lo sviluppo futuro o il regresso di una città, allora parliamone con serietà e rispetto, ancor più se siamo in campagna elettorale.

1 commento:

Giovanni ha detto...

penxo che il lavopro sulla scuola a carpi continui ad essere di qualità. sono molto contenta che l'unione dei comuni, che per la scuola è dià attiva, abbia permesso di ridurre le spese e di avere i finanziamenti per la buova scuola di s.croce.m.grazia